Di Eugenio Sideri
Con Enrico Caravita e Eugenio Sideri
Ideazione e drammaturgia Enrico Caravita e Eugenio Sideri
Produzione Lady Godiva Teatro

 

Una piccola storia per parlare della Storia.
Orazione epica è un progetto che nasce in un flusso intermittente tra scrittura e ri-scrittura.

 

Un viaggio epico tra inganni, tradimenti e guerre senza tempo. In 495 versi in rima baciata, un autore e un attore raccontano la storia di Filottete, abbandonato da Ulisse sull’isola di Lemno e della ricerca dell’arco di Ercole che può decidere le sorti della guerra di Troia. Un racconto antico che brilla di attualità, tra strategia, passione e le logiche del potere che restano le stesse, ieri come oggi.

 

C’è stato un tempo in cui cominciava
la guerra più grande che si ricordava,
per essa quell’uomo era partito
e con sette navi guidava spedito…

A Lemno, isola dove Filottete, eterno zoppo dalla gamba maledetta (è stato morso da un serpente sacro che gli ha provocato una ferita mai rimarginabile)…

…così bastò un momento di disattenzione
e rapido il morso giunse in direzione,
la gamba colpì provocando il disastro
in un attimo  il piede si fece nerastro,

grida bestemmie e un gran fetore
il sangue sgorgava a tutte le ore.
Filottete colpito forte lamentava
la ferita proprio non si rimarginava

…la sincerità non è più di casa, da quando Neottolemo ed Ulisse sono sbarcati.

Mentre i passi toccavan la riva bagnata
Ulisse parlò con bocca misurata:
“Ora trova Filottete, lo zoppo guerriero,
e digli che tu m’odi, m’odi davvero,
in fondo è vero non è falsità
ma non dir tutta la verità…

Si cercano le preziose armi di Filottete: arco e frecce che lo stesso Eracle gli ha donato. Senza di esse la guerra di Troia non troverà fine.

…nel cielo  Calcante, grande indovino,
trovò la chiave verso il destino:
“La guerra si vince se torna in battaglia
di Eracle l’arco e la freccia mitraglia.

Voce e musica raccontano la vicenda senza mediazione, dando al dramma il respiro di un concerto , in cui l’urgenza del grido e della denuncia sono anima percussiva e violenta, ma pure sussurro graffiante. Il corpo dell’attore si fonde con la narrazione e la musica incalza: una lectio, che non ha la pretesa di insegnare, ma semplicemente il desiderio di mostrare raccontando.

… allora ti dico, prova a pensare
che Ulisse potrebbe diverso sembrare:
disposto a ingannare, disposto a mentire,
come un infame disposto a tradire,
disposto alle spalle un amico colpire
pur di vedere il suo piano riuscire

 

Illustrazioni di Enrico Rambaldi