Dobbiamo diventare cento, duecento, mille madri, finché non ci vedono, finché tutti lo scoprono.

Il progetto Teodora 2026 presenta “MADRI (IN)VISIBILI”, uno spettacolo a cura di Eugenio Sideri / Le Oltraggiose, con la partecipazione della Brigata Voci Resistenti di Alfonsine, del Liceo Scientifico Oriani di Ravenna e delle stesse Oltraggiose.

Lo spettacolo andrà in scena lunedì 25 maggio alle ore 11.15 e alle ore 21 presso il Teatro Rasi di Ravenna, con ingresso gratuito.

Un viaggio nelle storie di quattro madri simbolo di resistenza

Il progetto teatrale di quest’anno delle Oltraggiose è dedicato alla figura della madre come simbolo di memoria, lotta e resistenza.

Attraverso il racconto di quattro storie ambientate in epoche e contesti differenti, lo spettacolo attraversa alcune delle pagine più dolorose della storia contemporanea: l’assassinio di Peppino Impastato, i desaparecidos durante la dittatura argentina, la tragedia mineraria di Marcinelle e le rappresaglie nazifasciste della Seconda Guerra Mondiale.

Le protagoniste sono madri che, davanti alla violenza e all’oppressione, scelgono di non restare in silenzio:

  • Felicia Impastato, impegnata nella ricerca della verità sulla morte del figlio Peppino;
  • Azucena Villaflor, fondatrice delle Madri di Plaza de Mayo e simbolo della resistenza femminile contro il regime di Videla;
  • Cecilia Morigi, madre di un partigiano ravennate che affronta gli interrogatori tedeschi senza cedere;
  • la madre di Carmelo Baio, uno dei minatori italiani morti nella strage di Marcinelle, in Belgio.

“Madri (In)visibili” mette al centro donne spesso dimenticate dalla narrazione ufficiale, ma decisive nel mantenere viva la memoria e nel contrastare sistemi repressivi che sembravano impossibili da abbattere.

Progetto 2026: Le protagoniste

Le Oltraggiose sono un gruppo teatrale composto da giovani attrici tra i 18 e i 25 anni che dal 2019 lavora su tematiche femminili e sociali.
Dal 2026 Le Oltraggiose si arricchiscono inoltre della presenza di donne facenti parte della Brigata di Voci Resistenti di Alfonsine, un’esperienza nata in occasione degli 80 anni della Liberazione della città.

I 3 gruppi di lavoro hanno portato avanti il proprio percorso in modo autonomo, per poi convergere in un lavoro comune che ha trovato il suo punto di sintesi e di incontro nello spettacolo finale.

Nel corso degli anni il collettivo ha affrontato temi come:

  • il diritto al lavoro,
  • la violenza di genere,
  • l’esperienza femminile durante la guerra,
  • la manipolazione psicologica.

Al centro del loro percorso artistico c’è sempre la figura della donna, raccontata attraverso studio, lettura e confronto collettivo.

Anche il nome del gruppo racchiude una dichiarazione d’intenti: “oltraggioso è chi va oltre la misura stabilita”.

LINK AL VIDEO INTEGRALE
https://www.youtube.com/watch?v=AtFp7Jofbkw