A breve in libreria la nuova produzione drammaturgica di Eugenio Sideri.

 

Il volume, edito da Pendragon, contiene tre copioni, la prefazione a cura del Dott. Lorenzo Donati (Unibo) e la posfazione del Prof. Andrea Baravelli (Unife).

All’interno un repertorio fotografico di Marco Parollo e delle xilografie di Enrico Rambaldi, autore anche della copertina.

In tempi come questi, dove lasciarsi il passato alle spalle è diventata una moda, Eugenio Sideri decide di fare una scelta controcorrente utilizzando il suo teatro in maniera politica e soprattutto sociale. Da questa consapevolezza nascono i tre spettacoli qui raccolti, le cui vicende gridano ancora vendetta (kraugé, dal greco antico: il “grido”, che può essere lamento o anche protesta) e aprono gli occhi su qualcosa che è stato e non dovrebbe più essere ma che costantemente viene rimarcato dalla cronaca quotidiana.
Ecco allora che in Tantum ergo tre personaggi, due vittime della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e un narratore, si ritrovano a confrontarsi in una perpetua sala d’aspetto interrogando lo spettatore e mettendo alla prova le sue convinzioni. Troviamo poi in Lo squalo un uomo solo, Arturo, che nel suo monologo ci conduce nell’inferno della tragedia del cantiere Mecnavi del porto di Ravenna, dove nel 1987 persero la vita 13 lavoratori reclutati tramite la pratica del caporalato. A concludere il trittico è la vicenda di Quasi una farsa (italiana) nella quale il protagonista, Ernesto, si ritrova improvvisamente senza lavoro e incapace di affrontare il dolore che tutto ciò gli procura.

I testi all’interno sono:

TANTUM ERGO. Oratorio civile in 12 stazioni, dedicato alla Strage della stazione di Bologna

LO SQUALO. Monologo in cucina e sedia a rotelle. Per il 17 marzo 1987: strage della Mecnavi, porto di Ravenna

QUASI UNA FARSA (ITALIANA). Ispirato da un dramma autentico: un uomo resta disoccupato e , per di mantenere la famiglia, si toglie la vita affinchè la famiglia stessa possa ricevere la pensione di reversibilità.