Sono recidivo (l’arte ha il grande privilegio di trasmettere la vita)

Sono recidivo.

Lo so. Non posso farne a meno. E ci ricado, ogni volta.

Anche se la pandemia…anche se i vaccini…anche se i tamponi… anche se è sempre difficile, complicato, articolato…anche se anche se anche se…

Sono recidivo e amo il teatro. E ho bisogno di rifarlo. Ancora. Qui, adesso, ho necessità che succeda.

Perché il teatro ha il grande privilegio di trasmettere la vita. E io ho bisogno di vita.

C’è bisogno di vita.

Oggi più che mai.

E il teatro, ancora, ci offre questa possibilità: trovare un senso, una via, un punto di vista che, anche solo per un attimo, ci mostra altro e ci porta altrove.

Si allarga il cerchio se lanciamo il sasso nello stagno. L’onda, seppur piccola, seppur invisibile, si espande, si fa larga. E il punto di vista si mostra. Ci mostra qualcosa che altrimenti non sarebbe potuto accadere.

E farlo accadere è il miracolo che si rinnova, specie di questi tempi.

Recidivi, allora. Recidivi e positivi (una parola che, nell’ultimo anno, ci suona terribile!).

Già, positivi che anche qua, qua dentro, arte e vita rinnovano il loro connubio. Ri-vivono- ri-tornano-

Ri-sorgono.

 

Eugenio Sideri

(conduttore dei laboratori teatrali e regista)